Quando si parla di libertinaggio nel Settecento francese, l'immaginario collettivo evoca immediatamente le feste sfrenate di Versailles o i romanzi scandalosi del Marchese de Sade. La realtà storica, tuttavia, è considerevolmente più complessa e intellettualmente stimolante di quanto la vulgata suggerisca.
Il termine "libertino" nacque nel XVI secolo con un'accezione prevalentemente religiosa: designava chi si discostava dall'ortodossia cattolica, i liberi pensatori che osavano mettere in discussione i dogmi. Solo nel corso del Seicento il significato si estese alla sfera dei costumi sessuali, ma senza mai perdere completamente la sua componente filosofica.
I salotti parigini del XVIII secolo divennero laboratori di idee dove aristocratici illuminati, filosofi e letterati sperimentavano forme di relazione che sfidavano apertamente la morale cristiana. Figure come il Barone d'Holbach ospitavano regolarmente cenacoli dove si discuteva di ateismo, materialismo e, naturalmente, di libertà sessuale come estensione naturale della libertà di pensiero.
Il libertinaggio aristocratico non era dunque mera dissolutezza, ma una forma di resistenza culturale. Rifiutare la monogamia imposta dalla Chiesa significava rifiutare l'autorità ecclesiastica tout court. Non a caso, molti libertini furono anche enciclopedisti e promotori delle idee che avrebbero alimentato la Rivoluzione.
Opere come "Le relazioni pericolose" di Choderlos de Laclos (1782) fotografano questo mondo con precisione chirurgica: l'erotismo è strumento di potere, la seduzione un'arte della guerra, ma sotto la superficie frivola pulsa una critica feroce all'ipocrisia della società del tempo. La Marchesa de Merteuil e il Visconte di Valmont non sono semplicemente seduttori: sono filosofi dell'azione che dimostrano, con le loro conquiste, la fragilità delle convenzioni morali.
Il libertinaggio settecentesco ebbe anche una dimensione di classe. Mentre l'aristocrazia poteva permettersi di infrangere le regole - protetta dal privilegio e dal denaro - la borghesia emergente guardava a questi comportamenti con un misto di fascinazione e disapprovazione morale. Questa tensione avrebbe contribuito a forgiare l'atteggiamento ambivalente della società moderna verso la sessualità non convenzionale.
Con la Rivoluzione e l'ascesa dei valori borghesi, il libertinaggio perse gradualmente la sua aura intellettuale per essere relegato alla sfera del vizio privato. Ma la sua eredità filosofica - l'idea che la libertà sessuale sia inscindibile dalla libertà di pensiero - continua a influenzare il dibattito contemporaneo sulle relazioni aperte e il consenso tra adulti.