Non tutte le coppie sono ugualmente propense ad aprirsi. Al di là delle considerazioni morali o culturali, la ricerca psicologica ha identificato una serie di fattori che predicono la probabilità che una coppia esplori - con successo - la non-monogamia consensuale.
Il tratto di personalità più studiato è la sensation seeking, la ricerca di sensazioni nuove e intense. Le persone con alti livelli di questo tratto - misurato con questionari standardizzati - riportano maggiore interesse per esperienze sessuali non convenzionali, incluse quelle con partner multipli. Ma attenzione: la sensation seeking da sola non basta. Quando è associata a impulsività e scarso autocontrollo, tende a produrre comportamenti rischiosi piuttosto che esplorazione consensuale.
L'apertura all'esperienza, uno dei Big Five della personalità, è un altro predittore significativo. Chi è aperto a nuove idee, esperienze estetiche, valori non convenzionali mostra maggiore interesse per forme relazionali alternative. Questa correlazione non sorprende: la non-monogamia richiede la capacità di mettere in discussione assunzioni culturali profondamente radicate.
Lo stile di attaccamento gioca un ruolo complesso. L'attaccamento sicuro - la capacità di fidarsi del partner e tollerare l'intimità - è generalmente associato a esperienze più positive nella non-monogamia. Ma alcuni studi suggeriscono che anche persone con attaccamento ansioso possano essere attratte dall'apertura relazionale, sebbene con motivazioni diverse: la ricerca costante di rassicurazione attraverso la validazione sessuale.
Il livello di soddisfazione nella relazione primaria è un fattore controverso. Il senso comune suggerirebbe che le coppie felici non sentano il bisogno di aprirsi. Ma la ricerca non supporta questa intuizione: studi comparativi non trovano differenze significative nella soddisfazione relazionale tra chi sceglie la non-monogamia e chi rimane monogamo. Le motivazioni sono più complesse della semplice insoddisfazione.
Fattori contestuali influenzano la decisione. L'esposizione a modelli di relazioni aperte funzionanti - attraverso amici, media, comunità online - normalizza l'opzione e la rende concepibile. Al contrario, crescere in contesti culturali rigidamente monogami può rendere difficile anche solo immaginare alternative.
La comunicazione di coppia emerge come fattore cruciale. Le coppie con alta competenza comunicativa - capaci di esprimere bisogni, negoziare conflitti, gestire conversazioni difficili - hanno maggiori probabilità sia di considerare l'apertura sia di gestirla con successo. Al contrario, l'apertura può fallire disastrosamente in coppie con comunicazione disfunzionale, amplificando problemi preesistenti.
Interessante è anche il ruolo del genere. Storicamente, la non-monogamia è stata più accettata per gli uomini che per le donne. Ma studi recenti mostrano che le donne millennial e della Gen Z esprimono interesse per la non-monogamia consensuale in proporzioni simili agli uomini, suggerendo un cambiamento culturale in corso.
In definitiva, la propensione alla non-monogamia è il risultato di un'interazione complessa tra personalità, relazione e contesto. Non esiste un "tipo" di persona destinata a essere non monogama, così come non esiste un destino monogamo inevitabile. La scelta rimane individuale, ma è utile comprendere i fattori che la influenzano.