Quando pensiamo alla sessualità nell'antica Roma, tendiamo a oscillare tra due estremi: l'immagine delle orge sfrenate resa popolare da Hollywood e la realtà più prosaica di una società patriarcale con regole rigide. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo, e le terme pubbliche ne sono l'esempio più illuminante.
Le terme romane erano molto più di semplici bagni. Erano centri polifunzionali che combinavano igiene, esercizio fisico, socializzazione e, sì, opportunità erotiche. Un cittadino romano poteva trascorrervi l'intera giornata: allenarsi nella palestra, sudare nel calidarium, rinfrescarsi nel frigidarium, farsi massaggiare, incontrare amici, concludere affari, e non di rado trovare compagnia per la notte.
La nudità era la norma. Uomini e donne si bagnavano inizialmente insieme, almeno fino a quando l'imperatore Adriano nel II secolo d.C. introdusse orari separati - una riforma che suggerisce quanto le terme fossero diventate luoghi di incontri sessuali. Ma anche dopo la separazione, le opportunità non mancavano: prostitute di entrambi i sessi operavano apertamente nelle vicinanze, e le stanze private adiacenti alle terme erano notoriamente utilizzate per appuntamenti.
I graffiti sopravvissuti sulle pareti di Pompei offrono uno spaccato vivido di questa cultura. Messaggi che pubblicizzano servizi sessuali, dichiarazioni d'amore, vanterie sulle proprie conquiste: le terme erano un social network ante litteram, dove la reputazione erotica era parte integrante dell'identità sociale.
È importante contestualizzare. La sessualità romana era strutturata da gerarchie di potere che oggi considereremmo inaccettabili. Il cittadino maschio libero godeva di libertà pressoché totale, mentre donne, schiavi e liberti erano soggetti a regole diverse e più restrittive. Il "consenso" come lo intendiamo oggi era un concetto alieno a quella cultura.
Ciò che rende le terme romane rilevanti per la storia del lifestyle non è dunque un'improbabile modernità, ma la dimostrazione che la promiscuità regolamentata è esistita in molte società umane. L'idea che la monogamia stretta sia lo "stato naturale" dell'umanità non trova conferma nella storia: civiltà complesse e funzionanti hanno organizzato la sessualità in modi radicalmente diversi.
Le terme declinarono con l'ascesa del Cristianesimo, che vedeva nella nudità pubblica e nella promiscuità peccati da estirpare. I grandi complessi termali furono abbandonati o riconvertiti in chiese. Ma il modello sopravvisse in forma attenuata nei bagni turchi del mondo islamico e nelle saune nordeuropee, mantenendo viva l'idea di spazi dove il corpo nudo e la socializzazione potessero coesistere.